La mappa del teSUONO

Glenn McDonald, data alchemist di Spotify, si è preso la briga di classificare tutti i nuovi generi musicali con l’aiuto di sofisticati software. Il risultato è stato la categorizzazione di oltre 60 milioni di pezzi per un totale di 1.387 sottogeneri.

Utilizzando uno strumento chiamato machine listening, le canzoni vengono analizzate dall’unità music-intelligence di Spotify, l’Echo Nest, basata sulle loro firme digitali per fattori come il tempo, l’acustica, l’energia, la ballabilità.

Ma la cosa più bella è la rappresentazione visiva delle sottili differenze sonore di everynoise.com: una vera e propria mappa musicale che pone i suoni meccanici in alto, organici in basso, atmosferici a sinistra ed elastici a destra.

Provare per credere! (meglio via desktop)

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Pizza e Film: la fusione

Blockbuster Box è cartone della pizza che si trasforma in proiettore: la catena americana Pizza Hut è infatti riuscita ad unire la combo perfetta pizza+movie con un divertente packaging: un cartone della pizza tradizionale che ha al suo interno una lente da proiezione e un codice QR. Il codice permette di scaricare film selezionati da Pizza Hut sul proprio smartphone. Seguendo poi le semplici istruzioni, si posiziona il cellulare al centro della scatola per proiettare il film sulle pareti della stanza. La trovata pubblicitaria del gruppo Ogilvy & Mather sta riscuotendo un gran successo, specialmente fra i giovani.

Le proposte di design fra cui scegliere sono quattro e  corrispondo alle quattro categorie di film: Slice night per gli amanti degli horror, Anchovy Armageddon per chi ama i film di fantascienza, Hot & ready per i più romantici e Fully Loaded per chi non sa rinunciare ai film d’azione.

 

Meme a bordo

Stanchi dei soliti ragguagli su cosa è bene fare e non fare quando si è a bordo di un volo di linea?

Per tenere la gente incollata ai piccoli schermi di bordo, la Delta Air Lines ha realizzato il proprio video sulla sicurezza proponendo una summa dei più noti meme della rete.

E per aiutare i passeggeri meno hi tech a capirli tutti, una lista elenca cosa è cosa.

Ad ideare la genialata è stata l’agenzia Wieden + Kennedy New York.

Buona visione!

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0:03 Keyboard Cat
0:18 Double Rainbow Guy
0:26 Annoying Orange
0:30 Roomba Cat
0:45 Rahat’s Prank
1:05 Evolution of Dance
1:25 Slow Mo Guy
1:43 Harlem Shake
1:51 Deltalina
1:52 Screaming Goat
2:02 Internet Browser
2:23 Peanut Butter Jelly Time
2:31 Dramatic Chipmunk
2:48 Charlie Bit My Finger
3:23 Clicking Finger
3:51 Overly Attached Girlfriend
4:02 Ice Bucket Challenge
4:09 Dancing Baby (Dancing Baby Animation provided courtesy of Autodesk, Inc. © 1999)
4:15 Hamsters Eating Burritos
4:25 Nyan Cat
4:32 Doge
4:48 Mentos & Coke

Il Grand Budapest Hotel, fatto coi Lego

Per celebrare l’uscita dell’edizione in Blu-Ray e Dvd di Grand Budapest Hotel, ultima pellicola del regista statunitense Wes Anderson, Ryan Ziegelbauer e un team di otto appassionati di Lego ha ricostruito l’albergo in cui si svolgono gran parte delle vicende del film utilizzando più di 50.000 mattoncini colorati danesi raccolti da rivenditori e collezionisti di tutto il mondo.

Bambini vs Walkman

Il progetto Kids react, un format web tv dedicato all’infanzia ideato e diretto da The Fine Brothers, punta a simulare situazioni in cui il web ancora non esisteva con l’obiettivo di comprendere quali competenze abbiamo perso e quali abbiamo acquisito attraverso il supporto della tecnologia nella vita di tutti i giorni.

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Polyfauna: la RadioheAPP

Non si può certo dire che la band di Thom Yorke sia nuova alle esplorazioni nel mondo del digitale, ma la realizzazione dell’app interattiva e totalmente gratuita (per iOS e Android) Polyfauna, realizzata con la collaborazione di menti creative che amano definirsi indipendenti nonostante il loro lavoro tocchi un numero di pubblico non certo di nicchia, ma piuttosto mainstream. L’applicazione si inserisce nel filone dell’arte digitale e non vuole affatto rappresentare il preludio di un nuovo album dei Radiohead: la colonna sonora di Polyfauna è limitata, infatti, al solo brano ‘Bloom’, ridotto all’osso (cioè a pochi loop ripetuti all’infinito), dell’album The King of Limbs del 2011. Anche l’ambiente dove si muove l’utente è spoglio, non a caso è definito Dead Air Space sul sito ufficiale della band, e si possono vedere solo montagne, alberi spogli e stilizzati, lune gigantesche e oggetti fluttuare come amebe in un liquido. Thom Yorke afferma nella presentazione dell’app che Polyfauna proviene dall’interesse per “le creature immaginarie del nostro subconscio”: in effetti l’esperienza è quella di un mondo alienante dove prendono vita con un touch forme di vita indefinite. E continua: “Your screen is the window into an evolving world. Move around to look around. You can follow the red dot. You can wear headphones.

Con Polyfauna, l’intervento di Stanley Donwood, l’artista schivo che esprime la sua cupa creatività attraverso la pittura, l’incisione e talvolta la scrittura che molti considerano il sesto membro onorario dei Radiohead, non è soltanto grafico ma concettuale: quest’app sembra essere l’incontro della sua arte digitale e dunque del suo pensiero, con le possibilità offerte dal mondo della applicazioni.

 

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