La mappa del teSUONO

Glenn McDonald, data alchemist di Spotify, si è preso la briga di classificare tutti i nuovi generi musicali con l’aiuto di sofisticati software. Il risultato è stato la categorizzazione di oltre 60 milioni di pezzi per un totale di 1.387 sottogeneri.

Utilizzando uno strumento chiamato machine listening, le canzoni vengono analizzate dall’unità music-intelligence di Spotify, l’Echo Nest, basata sulle loro firme digitali per fattori come il tempo, l’acustica, l’energia, la ballabilità.

Ma la cosa più bella è la rappresentazione visiva delle sottili differenze sonore di everynoise.com: una vera e propria mappa musicale che pone i suoni meccanici in alto, organici in basso, atmosferici a sinistra ed elastici a destra.

Provare per credere! (meglio via desktop)

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Che forma avrebbe la musica, se si potesse vedere?

La risposta prova a darla il musicista Nigel Stanford, che in occasione del suo nuovo lavoro, “Solar Echoes”, ha realizzato un video in cui è riuscito a dar forma alla propria musica con l’ausilio di lastre di Chladni, tubi di Rubens e ferro liquido.

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Polyfauna: la RadioheAPP

Non si può certo dire che la band di Thom Yorke sia nuova alle esplorazioni nel mondo del digitale, ma la realizzazione dell’app interattiva e totalmente gratuita (per iOS e Android) Polyfauna, realizzata con la collaborazione di menti creative che amano definirsi indipendenti nonostante il loro lavoro tocchi un numero di pubblico non certo di nicchia, ma piuttosto mainstream. L’applicazione si inserisce nel filone dell’arte digitale e non vuole affatto rappresentare il preludio di un nuovo album dei Radiohead: la colonna sonora di Polyfauna è limitata, infatti, al solo brano ‘Bloom’, ridotto all’osso (cioè a pochi loop ripetuti all’infinito), dell’album The King of Limbs del 2011. Anche l’ambiente dove si muove l’utente è spoglio, non a caso è definito Dead Air Space sul sito ufficiale della band, e si possono vedere solo montagne, alberi spogli e stilizzati, lune gigantesche e oggetti fluttuare come amebe in un liquido. Thom Yorke afferma nella presentazione dell’app che Polyfauna proviene dall’interesse per “le creature immaginarie del nostro subconscio”: in effetti l’esperienza è quella di un mondo alienante dove prendono vita con un touch forme di vita indefinite. E continua: “Your screen is the window into an evolving world. Move around to look around. You can follow the red dot. You can wear headphones.

Con Polyfauna, l’intervento di Stanley Donwood, l’artista schivo che esprime la sua cupa creatività attraverso la pittura, l’incisione e talvolta la scrittura che molti considerano il sesto membro onorario dei Radiohead, non è soltanto grafico ma concettuale: quest’app sembra essere l’incontro della sua arte digitale e dunque del suo pensiero, con le possibilità offerte dal mondo della applicazioni.

 

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Polizia Russa in concerto

Dopo il grande successo della versione di Skyfall di Adele (colonna sonora dell’omonimo film di James Bond) eseguita da un coro dell’Esercito Russo, anche  la Polizia Russa ha deciso di ‘farsi sentire’ imitando i colleghi e, per promuovere un concerto al Cremlino in programma domenica scorsa, hanno realizzato una curiosa cover di Get Lucky, la hit estiva dei Daft Punk.

Il risultato? Oltre un milione e mezzo di visualizzazioni nei pochi giorni dal caricamento.

La pianista Maria João Pires nel panico dopo aver realizzato di aver preparato il concerto sbagliato (poi però…)

Maria João Pires, pianista portoghese, è seduta al piano, pronta a eseguire il Concerto n. 20 in re minore, K466, di Mozart. L’orchestra però inizia a suonare un altro concerto di Mozart. La Pires si rende conto di aver preparato il pezzo sbagliato e va nel panico, parla con Riccardo Chailly, il direttore d’orchestra, cercando di spiegargli che non può suonare, ma lui le dice che l’ha suonato lo scorso anno, che lo conosce e che andrà bene.
Lei è disperata, però poi lo suona, e non sbaglia niente.

 

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La danza delle dimissioni

Marina Shifrin, una ragazza americana di 25 anni, ha deciso di licenziarsi dalla compagnia taiwanese di videonews alle 4.30 del mattino di ieri, comunicando la sua decisione al capo con un video in cui canta e balla tra le scrivanie, sulle note di una canzone di Kanye West. In sovraimpressione, il messaggio che spiega le motivazioni della ragazza: “Per quasi due anni ho sacrificato le mie relazioni, il tempo e l’energia per questo lavoro e il mio capo si preoccupa solo delle quantità e del numero di visualizzazioni che ogni video ottiene. E cosi’ – conclude – è con un video che gli faccio sapere che me ne vado…”.

Intanto il suo video su Youtube sta collezionando migliaia di click.

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Intenso, profondo, divertente. Lo spot Canon vince l’Emmy 2013

Lo spot vincitore ritrae una serie di fotografi in alcune situazioni imbarazzanti e pericolose… tutti uniti dalla passione per la fotografia e disposti a tutto per catturare lo “scatto perfetto”. L’headline “Long live imagination” compare dopo la rappresentazione delle ridicole situazioni seguita poi dagli scatti spettacolari frutto della passione e della follia di questi intrepidi fotografi (o aspiranti tali). Il tutto condito dalla regia spettacolare di Nicolai Fuglsig e dall’affascinante versione di Rachel Fannan della canzone Beautiful Dreamer.

Gli altri spot candidati all’Emmy di quest’anno erano: lo spot Nike “Jogger” dell’agenzia Wieden + Kennedy, lo spot “Jess Time” per Google Chrome di BBH + Google Creative Lab e lo spettacolare spot vintage “The Chase” per la mostarda Grey Poupon’s dell’agenzia Crispin Porter + Bogusky .