Spot costruiti… coi LEGO

Questa settimana il film Lego The Movie arriva in Europa e in Uk dove, questo venerdì andranno in onda, all’interno del programma Dancing on Ice, i 4 spot completamente realizzati con mattoncini Lego per promuovere il film Lego The Movie. I 4 inserzionisti coinvolti nel progetto  messo a punto da PHD per Warner Bros sono Premier Inn, BT, Confused.com e la British Heart Foundation.

Ma questa non è l’ultima delle idee di comunicazione che hanno i mattoncini per protagonisti: per l’occasione, infatti, la piattaforma Build with Chrome apre agli utenti Google+ in tutto il mondo. Inoltre film a parte, recentemente i mattoncini sono stati usati per interessanti iniziative come LEGO Blind Art Project e come activation per mascherare il restauro di un hotel.

Le potenzialità creative dei mattoncino sono state funzionali anche all’agenzia Serviceplan che per la riapertura del museo Lenbachhaus di Monaco ha ideato il LEGO Blind Art Project con l’obiettivo di introdurre al mondo dell’arte i bambini ciechi o con seri problemi alla vista.

L’International Beer Index

hours-beer2Roberto A. Ferdman e Ritchie King hanno avuto la divertente trovata di elaborare il Beer Index, la tavola di riferimento ordinata in base al numero di ore di lavoro necessarie a guadagnarsi una birra. La classifica deriva da un calcolo semplice basato su due fonti: Numbeo, un crowd-sourced database dei  prezzi delle merci di mondo (incluso quello di una birra alla spina nazionale), e la vasta library relativa ai minimi salariali mensili della International Labor Organization (ILO). Incrociando i dati i due hanno ottenuto un Beer Indicator. Alcuni salari minimi sono tarati piuttosto favorevolmente rispetto ai prezzi della birra sul mercato interno, mentre altri fanno esattamente l’opposto.

Per esempio, per pagare per una pinta, in Puerto Rico, ci vogliono solo 12 minuti di lavoro, in Georgia… ben 15 ore!

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Locandine rivisitate

I ragazzi di College Humor si sono chiesti: cosa succederebbe se i titoli dicessero la verità sui film?

La risposta hanno provato a darsela modificando le locandine dei alcuni dei film candidati agli Oscar 2014.

Ed ecco il risultato:

Her

Gravity

American Hustle

12 Anni Schiavo

The Wolf of Wall Street

Philomena

Nebraska

(via)

Hello Beer!

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Una birra con il faccino dell’allegra gattina non poteva non scatenare polemiche… e lo ha fatto, dato che qualcuno ha obiettato che, essendo Hello Kitty un marchio tipicamente associato all’infanzia, non dovrebbe essere utilizzato per vendere alcolici. Nello specifico, si tratterebbe di birre alla frutta in sei varianti (tra cui banana, lime e limone, frutto della passione e pesca), molto di moda nei paesi asiatici, ma in genere non molto apprezzate da europei e americani e, pertanto, non ci sarebbero progetti di vendita al di fuori dell’Asia. La birra è molto leggera, dai 2,3 ai 2,8 gradi, e dal sapore estremamente (c’è chi direbbe eccessivamente) dolce e saporito. 

Insomma… l’ennesimo prodotto intenerito dalla gattina più famosa del pianeta.

Forse Algida rifà il Winner Taco

WinnerTaco

Da qualche anno, per gioco o meno, è nata sulla pagina ufficiale Facebook di Algida una “campagna” spontanea per la reintroduzione sul mercato del Winner Taco, un gelato prodotto negli anni novanta e da una decina di anni non più presente nel catalogo dell’azienda. Forse ci siamo.

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Per un’analisi dell’impatto di questa “campagna” a livello di marketing, tra l’altro, esiste un interessante articolo di Ninja Marketing.

Narcisismo da social media

La sindrome da selfie ci sta rendendo patologicamente narcisisti, ovvero privi di sensibilità verso gli altri, bisognosi di ostentare la propria grandiosità e di essere adulati. Questa infografica spiega come si manifestano gli effetti legati all’uso smodatamente autoreferenziale dei diversi social media.

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