Google Wallet…l’allegato che non dimentichi

Grazie al portafoglio digitale di Google sarà possibile inviare la valuta elettronica come allegato. Google Wallet, il ‘portafoglio digitale’ ideato dal colosso di Mountain View, era una realtà già dal 2011, anche se non ha mai sfondato presso il grande pubblico. Ma ben presto, gli utenti americani maggiorenni potranno sperimentare la nuova trovata di Google: inviare valuta elettronica come se fosse un normale allegato in una e-mail. Una mossa che ha le potenzialità per rivoluzionare i pagamenti online e rendere obsoleti i tradizionali servizi di money transfer tanto spesso utilizzati da studenti e lavoratori all’estero   Il servizio sarà gratuito solo per gli utenti che aderiscono a Google Wallet, mentre gli altri potranno comunque inviare soldi via Gmail da carta di credito o di debito, pagando però di una commissione del 2,9% per ogni transazione.  Il balzello si applicherà soltanto a chi invia denaro, e mai a chi lo riceve. Inoltre, anche chi non ha un account Google potrà ottenere denaro via e-mail. La spesa minima prevista è di 30 centesimi di dollaro e il peso massimo dell’attachment  si misurerà in mega ma in migliaia di dollari: non più di 10K per volta, e fino a un tetto di 50K dollari in 5 giorni.

E le braccine corte non saranno più un problema!

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Questioni di Kar-Marchio

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Il brand è nulla senza l’umanità di chi lo vende e di chi lo compra… ma Mike Jeffries, l’uomo a capo di Abercrombie&Fitch, questo non lo ha capito.

La marca non è mai stato un qualcosa di imposto, ma la cristallizzazione di una verità universale che connette uomini, consumi e valori. È vero, non c’è immagine senza identità, ma questi sono anni pericolosi per rischiare di rendersi così antipatici nell’affermare il proprio posizionamento. È per questo che lo scrittore di Los Angeles Greg Karber, infastidito dalle opinioni di Jeffries e dal fatto che i capi fallati vengano bruciati piuttosto che dati in beneficenza, ha dato vita al progetto #FitchTheHomeless per recuperare abiti Abercrombie, ‘erroneamente’ comprati, per regalarli ai meno fortunati e condividere lo sforzo sui social.

Un’operazione di karma rebranding&hacking: ‘insieme possiamo ridisegnare il brand’, promette lo slogan che accompagna il video.

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Anche Google PlayS Music

Google-Play-Music-All-Access

Ne esistono 30 solo in Italia e quasi 500 nel resto del mondo…stiamo parlando dei servizi di straming musicale.

Se Spotify, Deezer, Play.me, Freezer e Audiolizer rappresentano le alternative più conosciute, la  presentazione di Google Play Music All Access ha segnato l’ingresso ufficiale di uno dei maggiori attori dell’ecosistema digitale  nello streaming della musica.

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Il tempo è denaro

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Le banche del tempo sono degli istituti di credito molto particolari, fondamentali per prestare, scambiare e depositare il proprio tempo libero. Le banche del tempo rendono, infatti, possibile l’incontro tra domanda e offerta favorendo, così, anche la socializzazione tra i cittadini.  Ogni socio può mettere a disposizione le proprie competenze per chiunque ne abbia bisogno: non bisogna essere dei docenti qualificati o dei professionisti, è sufficiente avere conoscenze pratiche e del tempo libero a disposizione. In Italia, ad oggi, ci sono più di 400 banche del tempo. Banche che hanno saputo dare vita a un’economia alternativa di tutto rispetto.

 

iSwap: il baratto hi-tech

dropis

Il 20 aprile torna nella capitale l’appuntamento con lo Swap Party, l’evento dedicato allo scambio di smart device di valore di cui Wired.it è media partner. L’evento è organizzato dalla start-up romana  Dropis, che ha ideato un sistema di pagamento per il baratto asincrono, attraverso il quale è possibile acquistare degli oggetti senza usare nemmeno un euro.

L’appuntamento è al The Hub a Roma in via dello Scalo San Lorenzo 67, ore 18.00.