Il Grand Budapest Hotel, fatto coi Lego

Per celebrare l’uscita dell’edizione in Blu-Ray e Dvd di Grand Budapest Hotel, ultima pellicola del regista statunitense Wes Anderson, Ryan Ziegelbauer e un team di otto appassionati di Lego ha ricostruito l’albergo in cui si svolgono gran parte delle vicende del film utilizzando più di 50.000 mattoncini colorati danesi raccolti da rivenditori e collezionisti di tutto il mondo.

Spot costruiti… coi LEGO

Questa settimana il film Lego The Movie arriva in Europa e in Uk dove, questo venerdì andranno in onda, all’interno del programma Dancing on Ice, i 4 spot completamente realizzati con mattoncini Lego per promuovere il film Lego The Movie. I 4 inserzionisti coinvolti nel progetto  messo a punto da PHD per Warner Bros sono Premier Inn, BT, Confused.com e la British Heart Foundation.

Ma questa non è l’ultima delle idee di comunicazione che hanno i mattoncini per protagonisti: per l’occasione, infatti, la piattaforma Build with Chrome apre agli utenti Google+ in tutto il mondo. Inoltre film a parte, recentemente i mattoncini sono stati usati per interessanti iniziative come LEGO Blind Art Project e come activation per mascherare il restauro di un hotel.

Le potenzialità creative dei mattoncino sono state funzionali anche all’agenzia Serviceplan che per la riapertura del museo Lenbachhaus di Monaco ha ideato il LEGO Blind Art Project con l’obiettivo di introdurre al mondo dell’arte i bambini ciechi o con seri problemi alla vista.

Locandine rivisitate

I ragazzi di College Humor si sono chiesti: cosa succederebbe se i titoli dicessero la verità sui film?

La risposta hanno provato a darsela modificando le locandine dei alcuni dei film candidati agli Oscar 2014.

Ed ecco il risultato:

Her

Gravity

American Hustle

12 Anni Schiavo

The Wolf of Wall Street

Philomena

Nebraska

(via)

“Non è un paese per porci”, la bruttissima fine del suino più famoso/odiato della tv

“Non è un paese per porci” è il primo di una serie di video realizzati da Sillydog; in questa clip, la maialina che più imperversa in TV (e non solo) è protagonista di un funny-thriller dove (finalmente) fa la fine che molti le auguriamo.

Sillydog è il gruppo formato da Andrea De Simone (regia e sceneggiatura), Valerio Di Benedetto (attore prossimamente al cinema come protagonista di Spaghetti Story, già apparso in alcune puntate della web-series The Pills e che presto vestirà i panni dell’indagatore dell’incubo nel progetto Dylan Dog – Vittima degli eventi), Francesco Salemme e Giuseppe Treppiedi di benchboxheart (riprese, montaggio e coloring); sound design e missaggio sono stati invece affidati a Daniele Gabrielli.

Google earth per Hobbit

Lo Hobbit: la desolazione di Smaug

Mancano pochi giorni all’uscita del nuovo capitolo di Lo Hobbit, la trilogia nata dal successo de Il Signore degli Anelli, il blockbuster scritto da Tolkien ma diretto da Peter Jackson, intitolato La Desolazione di Smaug. Anche Google ha voluto celebrare l’uscita del nuovo episodio con un progetto ideato appositamente per Chome: Viaggio nella Terra di Mezzo… Praticamente Google earth riadattato all’universo fantastico della Terra di Mezzo. La mappa è interattiva e racchiude momenti di approfondimento e gioco legati al Movie.

Check it out!

Il Lego di Ritorno al Futuro

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Lego Cuusoo è la sezione del sito del brand di mattoncini più famoso al mondo dove i fan possono votare i progetti e le proposte di nuovi prodotti da lanciare sul mercato. Visto l’ottimo riscontro, l’1 agosto sarà ufficialmente messo in commercio il set Lego da collezione dedicato a Ritorno al Futuro, e costerà 50€.

Il crowdfunding per il fan-film su Dylan Dog

E’ partita su indiegogo la campagna crowdfunding (no-profit) per realizzare Dylan Dog – Vittima degli eventi, un nuovo film, interamente finanziato dai fan, sull’indagatore dell’incubo. L’idea è venuta a Luca Vecchi (The Pills) e Claudio Di Biagio (Freaks!) dopo aver visto lo scempio della trasposizione cinematografica americana di un paio di anni fa del fumetto di Tiziano Sclavi. Al progetto, senza scopo di lucro e realizzato esclusivamente per dare finalmente a questa pietra miliare del fumetto italiano una dignità cinematografica degna della versione su carta, partecipano altri “famosi” delle web-series italiane, come Matteo ‘Canesecco’ Bruno e la troupe di TheJackaL.

L’obiettivo è raccogliere 30.000 €. Daidaidai.

(via)

I 50 anni di Gondry e l’onta del titolo italiano più sbagliato di sempre

Oggi compie 50 anni Michel Gondry, idolatrato regista francese in uscita a breve al cinema con Mood Indigo (L’Écume des jours), film onirico con Audrey Tautou e Romain Duris tratto da un romanzo di Boris Vian. A parte una sfilza di videoclip (per Bjork, Paul McCartney, White Stripes, Radiohead ecc.), il suo film più famoso, e forse più bello, è del 2004 ed è Infinita letizia della mente candida (con Jim Carrey e Kate Winslet), ed è proprio questo il regalo che vogliamo fare a Gondry per il suo mezzo-secolo: rendere giustizia a una delle pellicole più belle degli ultimi anni chiamandola col nome tradotto per bene, non col titolo con cui tutti, ahimè, lo ricordiamo.

Alien 2, il seguito italiano che beffò Hollywood

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Ciro Ippolito, attore, regista e produttore cinematografico, uscito nel ’79 dal cinema Adriano di Piazza Cavour a Roma dopo aver visto il capolavoro di Ridley Scott Alien, decise che ne avrebbe girato il seguito. Così. Assodato che ‘Alien’ non era un marchio registrato, dopo aver dilapidato l’iniziale budget messo a disposizione per fare un viaggio a Cannes con due ragazze, Ippolito e il produttore Angiolo Stella girarono buona parte del film nelle Grotte di Castellana, senza scenografie e con pezzi di trippa intorno all’obiettivo a simulare la soggettiva del “mostro”. A nulla valsero le azioni legali della 20th Century Fox: ‘Alien’ non era sotto copyright, e il film uscì in quasi tutto il mondo col titolo Alien 2 – Sulla terra, riscuotendo scarso successo in Italia e negli USA ma non andando così male nel resto del mondo. La critica invece, quasi all’unanimità, lo boccia senza appello.