La mappa del teSUONO

Glenn McDonald, data alchemist di Spotify, si è preso la briga di classificare tutti i nuovi generi musicali con l’aiuto di sofisticati software. Il risultato è stato la categorizzazione di oltre 60 milioni di pezzi per un totale di 1.387 sottogeneri.

Utilizzando uno strumento chiamato machine listening, le canzoni vengono analizzate dall’unità music-intelligence di Spotify, l’Echo Nest, basata sulle loro firme digitali per fattori come il tempo, l’acustica, l’energia, la ballabilità.

Ma la cosa più bella è la rappresentazione visiva delle sottili differenze sonore di everynoise.com: una vera e propria mappa musicale che pone i suoni meccanici in alto, organici in basso, atmosferici a sinistra ed elastici a destra.

Provare per credere! (meglio via desktop)

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C’era una volta… Un appuntamento al buio

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L’ australiana Elizabeth’s Bookshop è una catena di librerie indipendenti ha dato vita al progetto Blind date with a book. L’appuntamento al buoi consiste nell’esporre alcuni libri impacchettati in una semplice carta marrone. Titolo, autore e copertina sono rigorosamente celati e sostituiti da scritte parole chiave scritte direttamente sulla carta: brevi frasi o aggettivi per descrivere il libro e incuriosire i lettori.

Un’idea creativa per attirare l’attenzione dei lettori facendo leva sulla sostanza…

Che bello.

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Meme a bordo

Stanchi dei soliti ragguagli su cosa è bene fare e non fare quando si è a bordo di un volo di linea?

Per tenere la gente incollata ai piccoli schermi di bordo, la Delta Air Lines ha realizzato il proprio video sulla sicurezza proponendo una summa dei più noti meme della rete.

E per aiutare i passeggeri meno hi tech a capirli tutti, una lista elenca cosa è cosa.

Ad ideare la genialata è stata l’agenzia Wieden + Kennedy New York.

Buona visione!

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0:03 Keyboard Cat
0:18 Double Rainbow Guy
0:26 Annoying Orange
0:30 Roomba Cat
0:45 Rahat’s Prank
1:05 Evolution of Dance
1:25 Slow Mo Guy
1:43 Harlem Shake
1:51 Deltalina
1:52 Screaming Goat
2:02 Internet Browser
2:23 Peanut Butter Jelly Time
2:31 Dramatic Chipmunk
2:48 Charlie Bit My Finger
3:23 Clicking Finger
3:51 Overly Attached Girlfriend
4:02 Ice Bucket Challenge
4:09 Dancing Baby (Dancing Baby Animation provided courtesy of Autodesk, Inc. © 1999)
4:15 Hamsters Eating Burritos
4:25 Nyan Cat
4:32 Doge
4:48 Mentos & Coke

La Guerra d’Indipendenza di Roma Nord

Con l’espressione Guerra d’indipendenza di Roma Nord o Resistenza di Roma Sud (in inglese: Northen Rome War of Independence, Southern Rome Resistance movement) s’intende una serie di conflitti di carattere etnico-razziale che ebbe luogo fra le opposte fazioni diRoma Nord e Roma Sud fra il 26 novembre e il 4 dicembre 2016.

Inizia così l’articolo del blog ciclofrenia.it™ dedicato ad un tema tanto realistico quanto mai accaduto. In effetti è un qualcosa che solo i Romani sentono e possono comprendere appieno, perché la percezione di vivere una città in cui coesistono due poli/territori/abitudini/mode/velleità/droghe/abbigliamenti/pregiudizi opposti non è mai stata forte come negli ultimi anni.

Claudio, l’autore del blog, ci racconta un pezzo inesistente quanto sentito di storia con un tono che dallo storico-scolastico scade nell’ironia cinica di un Romano doc che ha ben presenti le ridicole dinamiche del tacito ‘conflitto’ interno alla capitale.

Di seguito alcuni estratti salienti:

LE PRIME VITTORIE DI ROMA NORD

Inizialmente i giochi volsero a favore degli espansionisti, principalmente perché l’esercito dei Sudisti, che come detto neanche credeva all’esistenza di Roma Nord (celebre in questo senso fu l’esclamazione der Prognosi alla vista di Villa Borghese: “allora esiste”), non era pronto a fronteggiare le enormi insidie di quartiere Trieste e dintorni: gli snervanti sensi unici, i parcheggi impossibili e gli onnipresenti divieti di sosta e di fermata. Inoltre, gli innumerevoli Compro Oro, le bestemmie e le svastiche sui muri contribuivano ad alimentare la confusione nell’esercito di Roma Sud, che vedeva nel filonazismo e nella dedizione alla blasfemia dei tratti comuni ai rivali del nord e non si spiegava il perché di tanto astio.

L’effetto-sorpresa fu imminente: con il loro sarcasmo sagace, gli aperitivi vincenti e le fulminanti battute su Twitter gli abitanti di Roma Nord ebbero inizialmente la meglio sui rivali, abbattendo il loro morale a colpi di pantaloni piegati appena sopra la caviglia, mocassini senza calzini ed eleganti doppi tagli. Il 29 novembre del 2016 Roma Nord aveva allargato i propri confini fino all’Università La Sapienza, dopo aver vittoriosamente concluso la storica Battaglia di via De Lollis, durante la quale un intero plotone di 2,000 ragazzi di Centocelle e Casilino fu annientato da una banda di brigatisti provenienti per la maggior parte da piazza Buenos Aires, viale Libia e via Nomentana.

Roma Sud pagava inoltre le conseguenze della guerra intestina condotta dagli Scissionisti di Palombini (o Pariolini del Sud), che chiedevano l’annessione del Pentagono dell’EUR a Roma Nord, più vicina alle loro idee. Il dissidio ebbe le sue implicazioni più drammatiche con laBreccia di Palazzo dei Congressi del 30 novembre, quando un plotone di Ligier bloccò la Cristoforo Colombo all’altezza di viale Europa per favorire l’occupazione dell’edificio da parte dei Nordisti, che vi restarono per le 24 ore successive respingendo gli assalti provenienti da Mostacciano e Cesare Pavese.

LA FINE DELLA GUERRA

Il 4 dicembre del 2016 l’esercito di Roma Sud inflisse una decisiva sconfitta al nemico nella notaSassaiola delle Hogan, quando i Sudisti imprigionarono più di 2,000 nemici, sfilarono loro le scarpe e le scagliarono contro i Nordisti accorsi in difesa dei compagni, costringendoli a riparare al di là del Muro Torto. Di lì a poco le truppe di Roma Nord si arresero, e con esse anche le ambizioni separatiste della frangia di Palombini passarono in secondo piano.

Da leggere assolutamente

Bambini vs Walkman

Il progetto Kids react, un format web tv dedicato all’infanzia ideato e diretto da The Fine Brothers, punta a simulare situazioni in cui il web ancora non esisteva con l’obiettivo di comprendere quali competenze abbiamo perso e quali abbiamo acquisito attraverso il supporto della tecnologia nella vita di tutti i giorni.

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