Happy B-day Google!

Cattura di schermata (139)Il doodle di Big G di oggi festeggia i 15 anni della sua fondazione. Al posto del classico logo, nella pagina principale del motore di ricerca c’è un disegno con un piccolo videogioco: premendo sul tasto “Play” sulla torta del quindicesimo compleanno, si avvia un mini gioco della pentolaccia (o pignatta): lo scopo è aiutare la seconda “g” del doodle di Google a rompere una stella per fare cadere le caramelle che contiene, più i colpi sono precisi (si usa la barra spaziatrice per darli) più punti si guadagnano.

La pubblicità per chi va di corsa

Milano è la prima città in Italia dove poter vedere questo tipo di advertising: la walking display, una forma di Out-Of-Home advertising che cattura l’attenzione dei passanti non con una sola immagine, ma con con un flusso di immagini. La walking display richiama le dinamiche delle video proiezioni utilizzate nel digital signage, ma introduce una novità: non richiede una sosta del passante in quanto lo accompagna nel suo percorso.

Alla base della tecnologia utilizzata c’è un concetto semplice: la simulazione di movimento dei flip book. L’unica differenza è che la sequenza di immagini non si trova su carta ma su un display in grado di adattarsi alla velocità e alla direzione di movimento dei passanti. I singoli frame di un video oppure le immagini statiche sono stampate e collocate in sequenza sui display: sarà poi il passante, grazie al suo movimento, a creare l’illusione ottica di un filmato.

Memory recall: l’impatto sull’attenzione dei passanti è notevole… il 90% delle persone ricordano perfettamente il messaggio e il contenuto disposto dentro, sotto e sopra il display; l’85% delle persone affermano che il loro tragitto è più piacevole; l’82% delle persone attende di vedere il successivo messaggio pubblicitario e il 75% ricorda il messaggio per oltre un mese.

Fonte: Exinde Adworth Study

 

Intenso, profondo, divertente. Lo spot Canon vince l’Emmy 2013

Lo spot vincitore ritrae una serie di fotografi in alcune situazioni imbarazzanti e pericolose… tutti uniti dalla passione per la fotografia e disposti a tutto per catturare lo “scatto perfetto”. L’headline “Long live imagination” compare dopo la rappresentazione delle ridicole situazioni seguita poi dagli scatti spettacolari frutto della passione e della follia di questi intrepidi fotografi (o aspiranti tali). Il tutto condito dalla regia spettacolare di Nicolai Fuglsig e dall’affascinante versione di Rachel Fannan della canzone Beautiful Dreamer.

Gli altri spot candidati all’Emmy di quest’anno erano: lo spot Nike “Jogger” dell’agenzia Wieden + Kennedy, lo spot “Jess Time” per Google Chrome di BBH + Google Creative Lab e lo spettacolare spot vintage “The Chase” per la mostarda Grey Poupon’s dell’agenzia Crispin Porter + Bogusky .

Google ha fatto lo Street View delle Galapagos

Google Street View, il celebre servizio integrato in Google Maps che permette di muoversi in prima persona in un luogo desiderato, sbarca alle isole Galapagos. Per festeggiare il 178esimo anniversario dell’esplorazione delle isole da parte di Charles Darwin, alcuni dipendenti di Mountain View armati di zaino-trekker hanno mappato le isole e i fondali (!) dell’arcipelago sudamericano.

La prima cura anti-FB

Due dottorandi americani, Robert R. Morris e Dan McDuff, arrivati a trascorrere anche 50 ore alla settimana su Facebook, hanno deciso di utilizzare un metodo radicale per eliminare la dipendenza dal social network, ispirandosi agli studi di Pavlov sul riflesso condizionato, creando quello che hanno chiamato ‘Pavlov Poke’. Il sistema procura una scossa (fastidiosa ma non dolorosa) ogni volta che rileva che si sta passando troppo tempo su Facebook: in questo modo si perde un po’ alla volta l’abitudine di navigare su Facebook senza fare niente di utile e produttivo. Se la scossa non è abbastanza, il software (sfruttando i siti di micro-crowdsourcing) prevede anche la possibilità di essere chiamati al telefono ed essere rimproverati da un perfetto sconosciuto ogni volta che si passa troppo tempo sui social network.

Gli ideatori hanno spiegato che la loro idea è nata un po’ come scherzo, ma sperano che contribuisca al dibattito sull’uso di Facebook e degli altri social network.

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Colloquio di lavoro con fine del mondo

LG torna a pubblicare in rete un video di grande effetto, in stile prankvertsing, dal titolo ‘Ultra Reality: What would you do in this situation?’: un meteorite che precipita dritto verso le vittime di un finto colloquio. La finta apocalisse davanti alla finestra dell’ufficio, che è in realtà un televisore a schermo piatto,  ha senz’altro dimostrato che LG sa mantenere la promessa principale dei suoi prodotti per l’home vision (ovvero quella di offrire una visione spettacolare)… a spese degli ignari candidati al posto di lavoro.