Game of Brands

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Shutterstock, il popolare sito di immagini ha lanciato Game of Brands, un simpatico gioco basato sull’identificazione icastica del temperamento e il tratto distintivo di ogni casata dell’universo simbolico di Game of Thrones. Ma quale sarebbe il loro cure business se queste casate esistessero nella moderna cultura dei brand? E quale sarebbe stata la loro comunicazione?

Targaryen‘Madre dei draghi’ è l’appellativo di Daenerys, ultima discendente di quella che un tempo era la grande famiglia reale… nonchè un payoff ideale per una moderna ed efficientissima compagnia di trasporto aereo: l’Air Targaryen.

LannisterAi giorni nostri i Lannister potrebbero spadroneggiare su Wall Street con la loro compagnia di investimenti.

StarksGli Stark avrebbero certamente la migliore tagline in circolazione tra i produttori di abbigliamento invernale: ‘Winter is coming.

BaratheonsI Baratheons sono  nati per combattere. Quindi, una società di sicurezza sarebbe certamente il business perfetto per la nobile casata. Sicuramente sarebbe meglio averli come consulenti, che come competitor.

GreyjoysPer una famiglia che ha alle spalle una lunga storia di pirateria, forte del proprio know how su come solcare le acque, una fiera compagnia di crociere costituirebbe senz’altro il miglior settore d’affari.

ArrynDall’alto della loro posizione, gli Arryn hanno sempre sottocchio il quadro della situazione: proprio come un moderno hub di comunicazione in grado di mantenere una posizione predominante nel mercato, pur non entrando direttamente nella contesa.

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Questioni di Kar-Marchio

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Il brand è nulla senza l’umanità di chi lo vende e di chi lo compra… ma Mike Jeffries, l’uomo a capo di Abercrombie&Fitch, questo non lo ha capito.

La marca non è mai stato un qualcosa di imposto, ma la cristallizzazione di una verità universale che connette uomini, consumi e valori. È vero, non c’è immagine senza identità, ma questi sono anni pericolosi per rischiare di rendersi così antipatici nell’affermare il proprio posizionamento. È per questo che lo scrittore di Los Angeles Greg Karber, infastidito dalle opinioni di Jeffries e dal fatto che i capi fallati vengano bruciati piuttosto che dati in beneficenza, ha dato vita al progetto #FitchTheHomeless per recuperare abiti Abercrombie, ‘erroneamente’ comprati, per regalarli ai meno fortunati e condividere lo sforzo sui social.

Un’operazione di karma rebranding&hacking: ‘insieme possiamo ridisegnare il brand’, promette lo slogan che accompagna il video.

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